JAMES MICHAEL MCADOO, IL “SURFISTA” DELLA FIAT TORINO

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Dalle “surfate” sull’oceano californiano al centro di Torino. Un viaggio apparentemente della fantasia e che invece ha visto protagonista James Michael McAdoo, e con soddisfazione per nulla celata: “Era uno dei miei hobby – specifica l’americano della Fiat Torino – ma oggi il principale è quello di essere un buon padre per il piccolo Sawyer”. Sul campo James ha vissuto una prima parte di stagione difficile, ormai fortunatamente superata: “Mi sento bene – prosegue – sia fisicamente che mentalmente. Le ultime prestazioni mi hanno dato quella sicurezza che andavo cercando e contribuito a cementare il rapporto con il resto dei compagni. Siamo reduci da tre settimane di buoni allenamenti, con un po’ di relax vissuto nella prima, e pronti per la ripresa”. Non sarà facile, contro Milano: “Sono elettrizzato per la sfida – sorride James Michael – perché giocare contro i migliori esalta le motivazioni e non vedo l’ora di provare le emozioni che un palazzo importante come quello di Assago naturalmente genera”. Tanti cambiamenti da inizio anno per James Michael, sia di ruolo che di inserimento in quintetto: “Non è sempre facile adattarsi, ma da professionista mi sono dimostrato pronto a farlo. Il mio compito è quello di rispondere alle esigenze della squadra e dello staff tecnico. Ho lavorato tanto per farmi trovare pronto, scontando una partenza ostica per il doppio infortunio alla caviglia e ora continuo a farlo perché i progressi, miei e di tutti, sono evidenti”. Quanto conta sentire attorno a sé i consensi del pubblico?: “Molto, mi gratifica generare emozioni positive in chi viene ad assistere agli incontri e per questo amo anche soluzioni spettacolari, facilitato dal ruolo che ricopro. Un bel gesto tecnico è anche appagante sotto il profilo personale e quindi non lo disdegno”.
Parliamo del tuo obiettivo per il prossimo scorcio di anno agonistico: “Mi piacerebbe vincere il maggior numero possibile di partite ed in qualche modo dominarle, anche se sono consapevole delle difficoltà che andremo ad incontrare, a partire dal match di domenica. Sarà importante affrontare a viso aperto Milano e riuscire a dare il massimo per gli interi 40 minuti. Paolo e Stefano hanno preparato a dovere il confronto e proveremo a dimostrarci competitivi fin dall’avvio”.
Torino, si diceva, città affascinante, confermi?: “Mi sono innamorato subito del posto, per la bellezza del centro e la storicità che trasmettono molti dei suoi palazzi. Si sente il profumo dei tempi che furono. Vivo vicino al PalaRuffini ma vado spesso in centro a godermi l’atmosfera, che piace molto anche a mia moglie. Così come mi affascina il Po”. McAdoo è un nome importante nel basket mondiale ed italiano. Pesante da sostenere?: “Non sento pressioni, ma la voglia di onorarlo è sempre in primo piano. Bob è cugino di mio padre”. Per molti americani il cibo italiano è una vera delizia. Anche per te?: “Certo ma prediligo i dolci più che la pasta, e da queste parti non mancano proprio”.
Gli inizi con il basket?: “Quasi naturali, seguendo le orme di mia sorella, di alcuni anni più esperta, che regolarmente andavo a vedere negli allenamenti. Una sorta di approdo scontato in un mondo che tanto amo”.