SIMON ANUMBA, DIFESA MA NON SOLO

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Simon Anumba è, come sempre da inizio stagione, uno dei più attenti nel corso degli allenamenti della Fiat Torino, ripresi a pieno ritmo in vista della ripartenza del massimo campionato. L’abbiamo incontrato prima dell’inizio di una di queste sessioni per scoprirne qualche sfaccettatura in più. Nato a Reggio Emilia il 28 agosto del 1996, Simon è al primo anno nella massima serie, in arrivo dalla serie B, disputata a Battipaglia: “All’inizio avevo un po’ di timore – confessa candidamente – per il salto di categoria e per l’importanza della piazza nella quale mi sarei dovuto cimentare. Con tanto impegno e l’aiuto dei compagni mi sono però amalgamato abbastanza velocemente con il resto del gruppo e mi rendo conto di essere apprezzato da tutti, al di là del minutaggio concessomi”. Un passo indietro per capire come Simon è arrivato al basket: “Facevo calcio – ricorda – ed un giorno venni coinvolto in una lezione a scuola di pallacanestro, invitato da un mio maestro alla prova. Fu subito feeling e da quel momento cambiai pallone. Avevo 7 anni ed iniziai il percorso nelle giovanili, rimanendo a Reggio Emilia fino ai miei 18 anni”. Il dopo?: “E’ arrivata l’esperienza a Manchester, in una lega paragonabile alla nostra serie B. Tre anni importanti anche e soprattutto sotto il profilo della crescita personale e dell’acquisizione della lingua, l’inglese, fondamentale per muoversi in questo mondo. Sarei potuto crescere ancora in Inghilterra non mancandomi le opportunità per farlo ma la voglia di fare un’esperienza più importante in Italia era tanta”. Quindi il passaggio a Battipaglia e l’approdo a Torino. Coach Galbiati ti stima e non dimentica mai di dirlo nei post partita: “Uno stimolo in più a far bene ed impegnarmi con vigoria negli allenamenti e quando vengo chiamato in causa”. Nelle ultime partite è cambiato qualcosa, oltre al risultato di campo?: “E’ aumentato anche nel corso della settimana lo spirito di corpo, il gruppo è più coeso e la qualità degli allenamenti si è incrementata”. Quali speranze per il prosieguo della stagione, in chiave personale e di team?: “Sotto l’aspetto individuale proseguire su questa strada e dare il massimo contributo alla causa, magari riuscendo ad ottenere qualche minuto in più d’impiego. Per quanto concerne il team provare a scalare ancora la graduatoria dimostrando il nostro potenziale”. Definisciti come giocatore: “Sono un difensore nato, perché ho sempre avuto le caratteristiche, tecniche e temperamentali per farlo, ma sto cercando di migliorare anche nella fase di attacco”. E il Simon Anumba fuori dal terreno di gioco?: “Amo la musica, specialmente genere hip hop e sono fidanzato con una cestista che gioca a Lucca”. Dunque pane e basket?: “Assolutamente – conclude – mi piace giocarlo e guardarlo, in particolare quello NBA. Anche così si progredisce”.