GUAIANA E MARRONE, I SORRISI DELLE PRIME

Guaiana

Nella vittoria importante colta domenica scorsa dalla Fiat Torino nei confronti della Dinamo Sassari ci sono stati momenti speciali anche per due giovani gialloblù, Vincenzo Guaiana, che ha messo a segno i primi due punti nella massima serie, e Simone Marrone, che ha esordito in serie A.
Quali le sensazioni di Vincenzo Guaina?: “E’ stato un momento bellissimo – sottolinea il siciliano – perché mi ha ripagato dei tanti sforzi profusi in allenamento e a fianco dei compagni. Proprio loro si sono stretti a me nel momento dei liberi dandomi la carica massima per tradurli in punti. Anumba, mio compagno di camera, mi ha detto di non pensare e che li avrei realizzati, Jaiteh mi ha dato il classico “cinque” e Poeta faceva un tifo indiavolato, dopo avermi precedentemente chiesto con quale schema avrei preferito provare ad andare a bersaglio. Mi sono sentito veramente in famiglia, parte di un grande gruppo, e questa è stata la cosa più bella. Il tutto esaltato dall’atmosfera del Palazzo, in quel momento tutto unito verso l’importante successo che stavamo per ottenere. Un passaggio che rimarrà per sempre impresso nella mia mente di giovane giocatore”. E dopo?: “Mi hanno chiesto le paste – scherza Vincenzo – e ho prontamente eseguito. Sono stati tanti i messaggi di condivisione del momento, arrivati da tutti i componenti dello staff”. Ora quali obiettivi?: “Cercare di aumentare piano piano quel minutino e dare sempre il massimo per la squadra. Ogni suo componente lo merita. Nessuno vuole fare il fenomeno e tutti sono sempre stati pronti a darmi una mano, e viceversa”.
Ragazzo che si definisce amante della compagnia e portatore di simpatia, Guaiana così rivive i momenti che l’hanno condotto a Torino ad inizio stagione: “Non è mai facile lasciare casa e affetti e inizialmente la strada è stata in salita. Ora direi che sono in piena discesa, ambientato e diviso tra sport e studio, il 5° anno di Liceo Scientifico a Torino. L’Istituto Carlo Cattaneo mi permette attraverso un piano integrato formativo di assecondare i miei impegni agonistici e di gestire le assenze forzate. Credo sia un bel segnale anche questo di condivisione e apertura, aiutando la crescita personale e tecnica di uno studente e di uno sportivo come il sottoscritto”.